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Pensieri
Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. "George Bernard Shaw"

Riflettendo sulla giornata della memoria

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In occasione della Giornata della memoria i ragazzi di classe quinta della scuola primaria di Schiavon, hanno dedicato alcune lezioni  alla conoscenza delle vicende che hanno portato all’Olocausto. Il periodo storico che comprende gli anni dal 1933 al 1945 è stato presentato agli alunni dal professor Diego Peron, il quale partendo dalla differenza tra i termini “Olocausto” e “Shoah”,  ha ricostruito gli avvenimenti più significativi di quegli anni, con particolare riferimento al progetto nazista conosciuto come “soluzione finale”. Partendo dalle leggi razziali, il professore ha spiegato la discriminazione verso gli Ebrei, che prima si è concretizzata con l’istituzione dei ghetti, poi è degenerata con la deportazione nei campi di sterminio, dove l’”unica via di fuga era il camino” dei forni crematori.

I ragazzi hanno ascoltato con molto interesse la lezione ed hanno interagito attivamente con il relatore. Alcuni raccontando quanto ascoltato dai nonni, che in quegli anni erano bambini, altri  descrivendo quanto avevano visto durante la visita ad alcuni campi di concentramento, altri ancora ricordando le immagini di alcuni film o documentari.

La citazione di alcune frasi dello scrittore Primo Levi, ha incuriosito gli alunni, che hanno approfondito la conoscenza della sua vita e  l’ esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz.giornata_della_memoria_001.JPG

I ragazzi hanno completato questo lavoro con la lettura e l’analisi della poesia “Se questo è un uomo”, che ha suscitato in loro delle significative riflessioni.

Sicuramente questo argomento proposto con modalità diverse rispetto alle consuete lezioni scolastiche, ha coinvolto anche emotivamente i ragazzi, portandoli a capire che fare storia non è solo  narrare eventi, ma imparare da essi. In questo caso la storia insegna che

 IL RISPETTO PER L’ALTRO È LA BASE PER UNA SERENA CONVIVENZA. 

 
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